Discorso all'Oltre uomo"
- Tiziano Bellucci

- 24 dic 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 7 giorni fa
Solitamente si pensa il nichilismo come una filosofia negativa: essa dice che la religione in cui vi è un Dio assoluto che ha creato tutto e gestisce tutto, non è vera, è falsa: secondo il nichilismo la religione è sorta, istituita dai sacerdoti, condottieri, come consolazione e conforto, per consegnare la speranza di una illusoria vita eterna, entro un illusorio piano prestabilito dalla divinità.
Il Nichilismo appare quindi come una filosofia negativista che non crede che la vita abbia un senso, e tutto si muova senza motivo, senza nessun Dio.
In realtà vi è un grande equivoco: il vero nichilismo è invece positivista, attivo, non nasce come movimento materialista negazionista, è all’opposto una rivelazione, una grande scoperta. Vediamo di cosa.

Qualcuno come Nietzsche, si è reso conto che in questi due millenni le istituzioni politiche, i sacerdoti, hanno “inventato” il concetto di Dio, e lo hanno trasposto nelle scritture religiose creando un sistema che potesse consegnare agli uomini, un senso alla loro vita.
In realtà questo tipo di “attività” summenzionata non è nata nel 1800 con Nietzsche, affatto. Egli ha soltanto reso pubblico il grande “complotto che esiste da oltre 2000 anni ed ha proclamato che i nichilisti non sono individui che non credono in nulla. Sono uomini che credono in se stessi, nel loro potenziale spirituale automomo.
Questi pensatori, dicono che ciò che è stato l’insegnamento morale e religioso di questi 2000 anni è “nulla”, non vale niente, non ha valore. Dicono che "Dio è morto e non ritornerà".
Non bisogna affatto credere che i nichilisti siamo individui amorali, oppure agnostici, atei, che negano i valori della vita: negano quei falsi valori, quelle falsi leggi che un falso dio e falsi uomini hanno dato nella religione.
Si badi bene: essi non negano l'esistenza, l'autorità o l'azione di Gesù Cristo, ma negano veracidità e la funzione della religione sull'umanità.
Il manipolare il popolo tramite la religione è sempre esistito: solo oggi ci accorgiamo di qualcosa che esiste da millenni? Nietzsche voleva e vuole annunciare questo.
Ci hanno “raccontato” che grazie alla religione la vita ha un senso; che vi è una redenzione finale.
Ma in realtà quel “racconto” non è vero.
Non può esistere “quel Dio” tramite cui ci hanno catechizzato, quel Dio che regola con i comandamenti il destino umano, che osserva, punisce, condanna, premia gli uomini con una salvezza eterna, non esiste, non è mai esistito, perchè un dio non può avere questi atteggiamenti.
Quello che hanno divulgato sinora è un dio iroso, malvagio, geloso, privo di misericordia.
Il nichilista non ubbidisce ad un comandante metafisico che lo obbliga e lo regola.
Molti individui oggi sono nichilisti, senza saperlo: non riconoscono l'autorità spirituale religiosa, ma vedono con positività la scienza e il progresso.
Ma si può parlare di positività e progresso in un mondo in cui non ci sono più valori, prospettive di salvezza, speranze di eternità?
In realtà si può dire che abbiamo una grande fortuna, perchè viviamo in un periodo molto importante: oggi cade il velo, si sta rivelando “l’inganno, la distorsione” la falsità delle dottrine religiose e politiche che ci hanno intenzionalmente “illuso, disorientato”.
Nietzsche annuncia qualcosa che va Oltre, qualche cosa di nuovo, che porta ad un nuovo ottimistico futuro: parla de “l’Oltreuomo”, la nascita di un nuovo modo di essere e di pensare nell’uomo, che ci può condurre fuori dalla realtà piena di menzogna in cui viviamo e abbiamo vissuto per millenni, per ritrovare una libertà che l’uomo non ha mai avuto.
Non si va verso il "nulla": il nulla è dietro le spalle. Prima eravamo pieni di nulla.

Siamo stati tenuti “imprigionati” in un’idea morale religiosa che ci ha incatenato.
Può essere un male arrivare ad avere capito che ci hanno istruito in occidente con una morale e una storia che voleva nasconderci la realtà dell'esistenza?
Un Dio che comanda, che ordina, che consola, che obbliga non è mai esistito. Lo hanno inventato gli uomini di potere. Ci hanno proposto una ricetta fatta di “leggi” da seguire, che se rispettate, ci avrebbero portato ad un “lieto fine”, al paradiso.
Tutto ciò è stato inscenato e nascosto sinora dalle istituzioni per due motivi:
- Perché i gerarchi della storia avevano vantaggi a sottomettere il popolo per trarne vantaggi e benefici materiali;
- Perché era necessario che l’uomo vivesse nella menzogna, cosicché in questo lungo periodo di formazione menzognera in lui si sviluppassero forze intellettive e sentimentali capaci di condurlo ad un superamento di se stesso come uomo comune, capace di poter penetrare "nell'Oltre" in una realtà metafisica immateriale.
In realtà gli autocrati, i preti, pur non sapendolo, erano e sono al servizio di una Realtà superiore, la quale ha voluto stare nascosta per millenni, usando proprio l’influenza di condottieri e sacerdoti per guidare l’uomo verso l’alba del suo risveglio, verso l’incontro con la Realtà stessa.
Ma di quale Realtà stiamo parlando? Esiste un’atra realtà oltre a quella fisica?
L’uomo è una "monade" immortale: proviene come individuo, da una condizione immateriale, intellegibile, trascendente, unica e assoluta. Ma si sono dovute creare delle condizioni affinchè egli perdesse la conoscenza delle sue origini, per forgiare in lui qualità adatte a poterlo predisporre ad una futura reintegrazione attiva con la Realtà primordiale come co-creatore e collaboratore.
Oggi si sta smascherando l’ inganno millenario, sta venendo alla luce la menzogna secolare in cui l’uomo è stato posto, nella sua inconsistenza. Bugia necessaria? Forse si, se si vuole che l’uomo si desti in autonomia. Anche se un pericolo vi è sempre.
Se questo risveglio non si attua allora vi sarà reale tragedia, per coloro che continueranno a seguire la “narrazione” ufficiale. Il dramma è che l’uomo non si accorga che ciò che è stato inganno, sia stato invece maestro per la nascita della sua autocoscienza, maestro della sua infanzia spirituale.

Il nulla
L’uomo deve sapere che il nulla esiste: è l’ego, è il soggetto umano.
Egli deve accorgersi della sua nullità come persona.
Da questo nulla deve sorgere l’io spirito, l’individuo etico.
L’io è una realtà metafisica inimmaginabile, colma di infinite possibilità e facoltà. Non è un’ essenza terrestre, è di natura cosmica, universale.
“Ci hanno fatto obbedire per millenni ad un dio che ci dice che dobbiamo pentirci e sacrificarci: ad un dio che mi comanda, io non voglio obbedire; per me quel dio è morto, sono morte tutte quelle categorie che appartengono a quel dio, è morto il mondo da cui veniva.”
Il dio che ha creato il mondo che domina gli uomini muore: muore perché non funziona più. E con lui muoiono tutti i sistemi sociali e politici che si sono basati su questo dio.
Dobbiamo rimpiangere qualcosa di questo tempo passato? Le stragi, i massacri compiuti nel nome di questo dio, ci mancano, ne abbiamo bisogno?
Viviamo quindi in una sorta di “fine del mondo”, una resa dei conti in cui siamo obbligati da un’istanza interiore a giudicare le religioni passate come illusorie e nulle. Questo ci porta due elementi: una libertà inaudita, accompagnata da una solitudine abissale.
Epilogo
Viviamo e abbiamo dunque vissuto in una piramide millenaria di bugie, la quale è esistita solo per trarre vantaggi economici e di potere da alcuni uomini sull’umanità.
Oggi si percepisce di vivere in un luogo vuoto, pieno di falsità, di complotti, di contraddizioni: si assiste ad una caduta dei valori tradizionali.
Si rimpiangono, con un piagnisteo comune i tempi in cui “era meglio” in cui vi era più bene, più umanità.
In realtà questo “disorientamento” questo “nulla” che avanza sempre più svuotando di significato la vita, rendendola sempre più egoistica e menefreghista, è un sintomo di qualcosa di grandioso che sta per avvenire.
Deve infatti giungere il “nulla” dentro l’uomo, affinchè appaia il “tutto” dello spirito. Solo se l’uomo si svuota di tutto, di tutti i valori etici e religiosi, delle credenze che gli sono state inculcate sinora, può accadere la nascita dell’Oltreuomo.
L'antroposofia e il "tutto del nulla"

L'antroposofia insegna che è possibile avere esperienza di un'altra dimensione sommamente più elevata, parallela a quella fisica, ossia della realtà spirituale, solo se si crea il "vuoto interiore" che si "annulla" l'ego.
Solo se si rade al suolo la coscienza e la si svuota, la si può rendere adatta a ricevere una nuova rivelazione. Solo se io faccio il “nulla” in me del mondo, può manifestarsi un “altro mondo”.
Rudolf Steiner, annuncia la possibilità di fare una straordinaria esperienza, nuovissima ed inedita, che non ha nulla a che fare con visioni mistiche, apparizioni, rivelazioni angeliche o extraterrestri. Non vi saranno madonne, dei, fuochi, angeli, fulmini che si presenteranno come “araldi” dell’aldilà, ma si produrrà una nuova forma di percezione della realtà, assolutamente mai sperimentata o raccontata.
Angeli con le piume, Dei con la barba sono espressioni puerili e infantili che non mostrano veracemente la realtà spirituale. E' tempo che l'uomo non si faccia più immagini di Dio, ma che diventi Dio, si "in-dii".
L’Oltreuomo “diventerà” il mondo, e si sveleranno a lui contenuti delle cose e del mondo con un valore vivo, vasto, pieni di vita mai immaginati. Al cospetto di questa esperienza il “dio” delle religioni è un essere limitato, piccolo e poco creativo.
L’Oltreuomo di Nietzsche non studierà o indagherà, ma saranno le cose del mondo che gli parleranno e gli riveleranno direttamente la loro reale natura. Si aprirà un nuovo orizzonte, in cui tutto apparirà non dall’esterno, ma dall’interno dell’uomo, la quale diverrà esperienza vivente della realtà, senza filtri.
Cadrà l'illusione del pensiero unico materialista.
Le religioni non saranno più utili, cesserà ogni intermediazione.
E' inutile attendere un ritorno degli Dei, dell'antica religione: non torneranno, perchè essi aspettano la venuta dell'OltreUomo. Un Super Uomo.
Tiziano Bellucci





Forse Nietzsche non sarebbe stato tenero nei confronti della scienza dello Spirito