Prevenire è meglio che curare?

Aggiornamento: nov 5

Questo è uno slogan che è sempre stato giudicato giusto, intelligente e sano.


La prevenzione in certi ambiti è certamente giusta, ma non è detto che sia altrettanto giusta applicarla in tutti i casi: tuttavia in un tempo in cui "generalizzare" è la "regola generale", non ci si può stupire di questo.


Si sarà notato che l'obiettivo univoco di questo tempo é: "evitare ogni malattia", tramite una preventiva campagna di vaccinazione. Non vi sono alternative. Le malattie sono il male, e il male deve essere preventivamente evitato."


La malattia è oggi il nuovo diavolo moderno: da evitare, da esorcizzare tramite “benedizioni” preventive.

E a ragione: qualcuno potrebbe forse sostenere che la malattia sia un "bene", sia un "angelo" che viene ad aiutare l'uomo?


Occorre una “super” forza interiore per vedere la cosa da un'altra prospettiva.

Se ci ascoltiamo dentro e osserviamo gli altri uomoni, troviamo che è molto raro che qualcuno, quando si ammala, si chieda: "perchè mi sono ammalato?"

Solitamente ci si dice: "voglio guarire, aiutatemi a guarire!"


Potrebbe sembrare assurdo per molti se venisse detto: "Una malattia non viene perchè "deve" colpire un uomo, ma perchè tramite il superamento della crisi che provoca, l'individuo può sviluppare forze che prima non aveva".


Vi erano tempi (antichi) in cui si sapeva che il dolore, la sofferenza, la malattia sono alcuni dei diversi "dispositivi" che la Natura usa per stimolare l'individuo ad entrare in crisi, spingendolo ad una ricerca dei motivi della sua sofferenza e ad una sua risoluzione.

E in quelle sedi misteriche antiche si sapeva che solo superando la sofferenza si poteva accrescere la propria forza e soprattutto la propria capacità di conoscenza, sino a raggiungere stati di coscienza in grado di accedere a verità segrete, superiori circa la vera natura del mondo.


Siamo arrivati ad un punto in cui questa conoscenza di dolore, sofferenza, malattia è stata obnubilata completamente.

Avviene invece ora, nel nostro presente, qualcosa di polare, di molto particolare.


In questo tempo si vuole impedire che l'uomo si ammali. E si conosca.


Si considera certo una grande possibilità avere una scienza che possa debellare ogni malattia e addirittura possa consegnare al mondo “l’immortalità” nella carne. Senza metter in conto che togliendo la possibilità di ammalarsi, si toglie la possibilità di conoscersi.

Oggi si vuole impedire "a tutti i costi" che l’uomo incorra in una crisi di malattia e quindi si vuole ostacolare la possibilità che egli pervenga ad una conoscenza di sè, perchè il raggiungimento di questo porterebbe inevitabilmente anche al raggiungimento di una conoscenza più ampia, che potrebbe essere “scomoda” per le forze dell’ostacolo mondiali.

Conoscere se stessi implica contemporaneamente lo “quadernarsi della conoscenza delle Leggi superiori che regolano il mondo.


La vaccinazione impedisce l'insorgere della malattia. Viene tolta quindi la possibilità all'individuo di poter mettersi in discussione e attivarsi verso una conoscenza di sè, e di conseguenza del mondo.

Si spiega così perchè a livello mondiale, si parla SOLO di vaccino e non si prende in considerazione una CURA: la vaccinazione toglie l'opportunità al singolo di mettersi alla ricerca di se stesso.

Mentre la "cura" lo condurrebbe ad immergersi in una crisi benefica per il suo sviluppo.


L'intenzione non è quindi “proteggere” l’uomo dall’ammalarsi: è evitare che egli possa giungere alla conoscenza superiore.


La scienza esoterica ci dice che la malattia viene perché vuole spronare l’uomo alla guarigione, tramite il cammino e il lavorio che egli attua nel corso della patologia. La malattia non viene per uccidere l'uomo: porta già in sè dal principio la guarigione. Questa si realizza quando l'uomo riesce a superare la "prova" insita nella crisi insita nella sua stessa patologia.

La malattia non è quindi un "demonio", ma una presenza che vuole spingere l'uomo ad un attivazione interiore.

Essa vuole che l'uomo si ponga domande su se stesso, sulla sua essenza, sulla sua esistenza, sul senso della sua vita.


Sino a che vi sarà possibilità di ammalarsi significa che l'uomo deve ancora percorrere vie di conoscenza.

Quando l'uomo avrà conosciuto tutto, cesserà ogni malattia.

"Togliere" la possibilità di ammalarsi -senza aver conosciuto- non è la stessa cosa.

E questo è il motivo per cui le vaccinazioni non risolveranno mai il problema dell'enigma della vita umana.


NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE

L’essere umano grazie a questa emergenza, si è accorto di avere un’anima. E sempre più è palese che essa (psiche) influisce sullo stato della salute del corpo.

Non è una malattia che attacca l’uomo, ma è l’uomo stesso si predispone ad essere un terreno adatto entro il quale la malattia può attecchire. Perché in una famiglia dove vi è malato, non tutti si ammalano? Perché non tutti hanno “la stessa base” salutistica, per lasciare che si sviluppi l’infezione.

Quali sono gli “alimenti” favorevoli alla moltiplicazione delle malattie ? Quali sono “cibi” per i batteri?

1- Le abitudini materialistiche di pensiero: coltivare un modo di pensare consumistico ed utilitaristico, che si affida ad una visione e ad una interpretazione del mondo meccanicistica e fatalista, rende possibile la “lievitazione” attiva dei patogeni;

2- I sentimenti egoistici: il ritirarsi in una propria dimora elettiva approfittando degli altri, dei beni del mondo per trarne vantaggi economici o di piacere, senza condividere il proprio affetto con altri, favorisce la proliferazione di batteri.

3- La paura, la rabbia e la sfiducia: questi aspetti sono veri e propri veleni nei rapporti di indebolimento del sistema immunitario

4- lo stile di vita: l’uso continuo TV, PC, smartphone, materiali digitali ed elettronici. Questi dispositivi predispongono a disseccare e attaccabile da qualsiasi patogeno il sistema vitale del corpo;

- Le abitudini materialistiche di pensiero - I sentimenti egoistici - La paura, la rabbia e la sfiducia - lo stile di vita

Addormentarsi ogni sera con un errato stile di vita, con pensieri materialisti, con sentimenti egoisti e con rabbie, paure, predispone a diventare un possibile recettore di infezione.

La “cura” consiste

1- aprirsi a idee che elevino ad un pensare superiore capace di abbracciare altri significati, non solo materiali tramite la meditazione 2- promuovere atti di solidarietà, di fraternità, umanesimo e di socialità 3- nutrire coraggio, calma e fiducia nella vita; 4- nel limitare al minimo l’uso dell’elettronica, dei media digitali Senza questi quatto “antidoti” ci si avvierà verso una decadenza.



Tiziano Bellucci

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