Cooperare, condividere e collaborare

L'ERA NUOVA DI FILADELFIA

La società si basa sulla competizione e sul conflitto, perché prende i modelli dal darwinismo il quale dice che “solo l’individuo più forte sopravvive”.


“Se vuoi avere successo devi competere e combattere con l’altro”.

Le conseguenze di queste idee hanno creato la situazione attuale.

Separazione e scontro: si è creato uno sgretolamento del sistema sociale.


Un’economia mondiale basata sul conflitto e la competizione sta fallendo, perché è sbagliata, non è più sostenibile.

Tutto è basato sulla paura della “scarsità” e l’arroganza “dell’accaparramento”.

Tutto sta collassando perché non crea vita, ma morte.


Le idee di Darwin non sono universali: la natura si basa su un modello di cooperazione, non di competizione. L’ecosistema dimostra la necessità di un equilibrio collaborativo fra le specie.


Questo cambia tutto.


Noi umani siamo esseri che vivono in un mondo che si basa su uno scambio cooperativo fra noi e l’ambiente.

Questo ci dà il modo di vedere le cose in modo diverso.

Dovremo fondare un nuovo modello di economia e di relazione, dove il principio sia la cooperazione, non la competizione.


La domanda: “come posso guadagnare o ottenere dal mondo, una data cosa?” non è più appropriata: si riferisce al modo di pensare passato, al mondo della separazione, della competizione e del conflitto.

Questo modo di porre la domanda è sbagliato.


Ogni volta che domandiamo “come posso approfittare del mondo” perdiamo il legame con il significato del “nuovo mondo”.

Il modello nel mondo è cambiato: deve cambiare anche la domanda.


La nuova domanda è: “di cosa ha bisogno la comunità, la famiglia, gli amici, l’ambiente in cui vivo?” “Cosa serve alle persone?”


La vecchia domanda era: “cosa ottengo?”

La nuova domanda è: “cosa posso offrire, come posso contribuire e condividere per poter soddisfare i reali bisogni della comunità?”


La chiave quindi è offrire un servizio agli altri non solo in vista di un proprio guadagno, ma partendo dal bisogno degli altri.

Consegnando ciò che serve per vivere alla gente, si otterrà ciò che serve per vivere per se stessi.


Solo avendo cura degli altri può esservi una comunità sana.


Il primo passo è quindi: “cosa posso offrire io, di mio, al mondo?”

Bisogna chiederlo al proprio cuore.


Un grave problema è la globalizzazione, l’aver centralizzato il modo in cui vengono realizzati i bisogni.

Bisogna tornare a rendere locali le comunità, non aderire a sistemi enormi, perché ogni uomo è diverso, e non può deve avere gli stessi bisogni di molti. L’uomo non è una pecora, è individuale. Non può far parte di un enorme gregge.


La chiave è creare comunità locali in cui si è in grado di autosostenersi creando autonomamente cibo, servizi ed energia. Finanze ed economie devono essere locali. Basta grandi città. Basta sistemi globalisti.


Tuttavia, l’obiettivo finale non è vivere per sempre “localizzati” in piccole comunità: è un modo per prepararsi a vivere in un'unica umanità, capace di vivere in fraternità. Non è possibile al momento realizzare questo perché l’uomo non è ancora maturo per questo. “Localizzare” è una via per introdurre, per sostenere il mondo futuro che verrà.


“Non sono mai stato ottimista come ora, in questo momento storico: siamo la generazione che assiste alla nascita di un nuovo mondo” (G.Braden).


Il petrolio è il simbolo di un vecchio mondo che sta mutando: le nuove forme di energia lo sostituiranno.

I futuri uomini politici, avranno nuove idee e nuovi modelli che sostituiranno i precedenti.


Ovviamente sono richieste forze enormi per cambiare.

Siamo con un piede nel passato e uno nel futuro.

Gli antichi sapevano che sarebbe venuto il cambiamento: ogni 5000 anni il mondo cambia. Essi ci hanno lasciato indicazioni, che troviamo nelle piramidi, sulle rocce, nei papiri.

Queste sono le indicazioni della saggezza primordiale:


-riunirsi in una comunità, versando tutti i propri beni

-eliminare l'uso denaro e della proprietà privata entro la comunità.

-tutti devono dedicarsi a fare un lavoro utile alla comunità secondo i propri talenti

-in cambio del proprio lavoro ci si scambia beni l'un l'altro

-la comunità deve assicurare continua assistenza sociale e medica gratuita

-non si devono uccidere animali per nutrirsi

-si deve coltivare un senso di essere tutti parte di una grande famiglia


Secondo queste regole, dovrebbe esprimersi uguaglianza, unità, unione fra uomini.

Estraniamento, isolamento e disprezzo per il genere umano suscitano ingiustizia.

Penuria di denaro e di beni induce a procacciare.


Il nuovo mondo ci attende: prepariamo a compiere il salto, prepariamo a camminare sul vuoto.

Quell’era si chiamerà il tempo di Filadelfia, nel 3500 D.C.

Ma che quell’era di fraternità si realizzi e che ci siano di milioni, migliaia, centinaia o decine di persone dipende da noi, ora, da come affrontiamo e prepariamo il cambiamento.

Abbiamo un piede nel passato e uno nel futuro.


Dobbiamo imparare a ritrovarci tutti insieme, unificati in un unico grande cuore.


Tiziano Bellucci

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