LE QUATTRO SETTIMANE DELL’AVVENTO DI NATALE

 Le 4 candele, i 4 angeli e le quattro Virtù

In queste 4 settimane dell’avvento si presentano all’anima dell’uomo quattro specie di tentazioni, ognuna per ogni settimana.

Fronteggiare queste 4 “prove” è possibile evocando la presenza di un rappresentante del mondo spirituale (Angelo) tramite l’accensione quotidiana al mattino, di una candela, cercando di intonare l’anima con una determinata qualità animica:

  1. Prima settimana: Candela (Angelo) Blu GIUSTIZIA

  2. Seconda settimana: Candela (Angelo) Rossa  ATTENZIONE O TEMPERANZA

  3. Terza di settimana: Candela (Angelo) Bianca CORAGGIO

  4. Quarta di settimana: Candela (Angelo) Viola SAGGEZZA

Le candele devono essere accese al mattino e spente la notte.

Nella prima settimana d’avvento le entità ostacolanti e tentatrici Lucifero e Arimane si avvicinano soprattutto al corpo fisico dell’uomo.

Essi lo portano a sentire l’elemento minerale: l’uomo sente di essere mortale, avverte il trionfo della morte entro il suo corpo.

Questo lo getterebbe nell’abisso di una sconfinata DISPERAZIONE, una vera morte dell’anima.

Per opporsi a questa prima tentazione, l’anima umana deve sviluppare in alto grado la Virtù della GIUSTIZIA UNIVERSALE: deve avvertire la presenza delle 12 forze cosmiche dello zodiaco che regnano ovunque nella natura e nell’uomo, quali grandi protettrici della Giustizia Onnipresente che si esprime come legge di compensazione del Karma universale.


L’EGOISMO non ancora superato, l’amore di sé che si annida nelle profondità nascoste del nostro carattere, assomiglia ad una massa di piante velenose che si espande impetuosamente.

Le forze avversarie si accostano e tentano di trasformare la nostra lingua in un pungiglione velenoso. A questa pressione delle forze avverse sul nostro corpo eterico possiamo opporci solo sviluppando coscientemente e con tutte le nostre forze le Virtù della MISURA e dell’AVVEDUTEZZA e ATTENZIONE.

Sono i sette pianeti del nostro sistema solare si sostengono in armonia e misura.

Infatti solo nel perfetto equilibrio fra Avvedutezza e Misura la parola umana può progressivamente avvicinarsi al suo grande archetipo universale.

Nella terza settimana d’Avvento le potenze luciferico-arimaniche si accostano alla terza parte costitutiva dell’entità umana: il corpo astrale. Esse cercano di risvegliare in esso ogni sorta di passione, di paura e di angoscia.

L’uomo avverte che le tre forze animiche del pensare, sentire e volere possono trasformarsi in bestie selvagge pronte a gettarsi su di lui e dilaniarlo: l’aquila rapace, il leone ruggente e il toro furioso.

Questo ha oggi come conseguenza una aumentata “tendenza alla Menzogna” e dell’intolleranza. Poiché in fondo ogni menzogna sorge da una paura inconscia.

Per far fronte a questa minaccia, bisogna sviluppare la Virtù del CORAGGIO, del Valore, ovvero in senso lato, della PRESENZA DI SPIRITO, vale a dire la capacità di non smarrirsi in nessuna situazione: l’equilibrio di Pensare, Sentire e Volere.


In questo periodo dell’anno l’uomo si avvicina interiormente alla soglia del mondo spirituale e, incontra il piccolo guardiano della soglia.

Lucifero cerca di dissolvere l’autoconoscenza dell’uomo in un misticismo nebbioso, in sogni e fantasie, mentre Arimane la vuole incatenare in pensieri e rappresentazioni aridi e duri, materialiste

Si può anche dire che in questo tempo dell’anno in cui si apre per ogni uomo la possibilità di accedere ai mondi superiori, Arimane fa di tutto per nascondere questa possibilità, mentre Lucifero vorrebbe lasciare entrare l’uomo nel mondo spirituale ma senza incontrare il guardiano della soglia.

Questa duplice tentazione può anche manifestarsi come uno stato interiore del tutto particolare, simile a una perdita di memoria.

A questo punto sono richiesti il coraggio animico e la forza di ricordare oggettivamente non solo gli avvenimenti e le esperienze dell’anno passato, ma tutta la vita trascorsa. Per fare questo è necessaria la quarta delle Virtù platoniche, vale a dire la SAGGEZZA.

La solitudine nei giorni prima di Natale

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale come non mai siamo abbandonati a noi stessi.

Per un breve lasso di tempo dobbiamo assumerci in prima persona il compito del nostro sviluppo interiore, poiché la saggezza cosmica prende da noi le distanze.

Il nostro Io, conquistandosi le forza di Saggezza, riesce ad elevarsi dall’Io inferiore all’Io superiore, immortale. E con le forze interiori così acquisite l’uomo è in grado di proseguire il suo cammino.”

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci sul testo di  SERGEJ O. PROKOFIEFF: “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”

(immagini: Liane Collot D’Herbois)

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