MANGIARE IL CORPO E IL SANGUE


MANGIARE IL CORPO E IL SANGUE


E bere il suo sangue cosa significa? Bere il sangue significa giungere ad avere l’esperienza dello spirito presente nell’io. Il sangue, vino di-vino, Spirito divino. Una volta usciti dal corpo fisico (mangiato il corpo) si arriva a sperimentare una condizione della coscienza in cui si arriva ad afferrare se stessi come un entità superiore, che è diversa rispetto quella che si avverte trovandosi nel sangue ordinario.

Bere il sangue” è qui un“superarlo, fuoriuscirne” un realizzare lo “sganciamento dal corpo” per sentirsi un essere divino, fuori dal corpo. In altre parole è vivere fuori dal corpo, avere garanzia di trovarsi in una condizione di esistenza fuori dal corpo. Uno sdoppiamento consapevole. “Bere il sangue” è sapere che la vita della coscienza è possibile ed esiste anche fuori dal corpo. Si arriva a “diventare” l’io, a sentirsi qualitativamente entro uno stato di presenza superiore.

Questo passaggio –di incontro e conoscenza con la parte piu intima e soprasensibile di se stessi, introduce ad un “salto” superiore, che è l’incontro con il Grande Guardiano della Soglia, il quale è anche colui che chiamiamo Cristo.

Possiamo riassumere: Mangiare il corpo: uscire fuori dal sistema dei nervi e dei sensi Bere il sangue: realizzare in noi lo stato di presenza dell’io superiore

Approfondiamo:

Il pane rappresenta il corpo fisico dell’uomo, la base fisica grazie a cui si può originare, poggiare e manifestare la coscienza pensante, la vita del pensiero

Di fatto, lo spirito “cozza” contro il “pane/corpo” e si realizza la coscienza ordinaria, che pensa pensieri astratti, non viventi.

Il pane simbolizza il sistema nervoso, fatto di materia nervosa.

Il corpo è un elemento che l’uomo dovrà mano a mano sacrificare, abbandonare. Dovrà usare la base eterica per pensare e sapere di sè, non più poggiare sulla coscienza cerebrale.


La coppa contenente il vino simbolizza invece il cuore umano, il quale accoglie il sangue che è il veicolo sensibile dell’io, sede del sentimento e della facoltà di amare.

Quello che abbiamo nei nostri cuori rappresenta qualcosa di molto importante per il futuro; non è molto sviluppato ora, ma contiene una potenza spirituale che lo renderà il “cervello del futuro”. Sostituirà il cervello e tramite il cuore, l’uomo penserà in modo vivente.

Quando l’uomo non penserà più in modo materiale, ma in modo spirituale, il cuore sarà divenuto l’organo del pensiero. Il sacrificio del pane e del sangue comporta la trasformazione dell’uomo.

BERE IL VINO, SIGNIFICA SALTARE LA CONNESSIONE DEL SANGUE CON I NERVI: quindi eleminare l’egoità, la propria personalità.

Nel pane (ostia) abbiamo il principio che è anche presente nel corpo e nel cervello; nel vino (sangue) abbiamo la stesso principio che circola nel nostro cuore.

La coscienza ordinaria di veglia può originarsi perché il sangue dal cuore può circolare nel cervello: quando verrà il tempo in cui l’uomo saprà pensare con il cuore, non avrà più bisogno del corpo e il corpo fisico non sarà più necessario. Non vi saranno più incarnazioni fisiche, ma solo vite umane entro un corpo eterico.

E in quella fase l’uomo avrà un cuore eterico che fungerà da organo di pensiero. Capace di pensare pensieri viventi, non astratti, privi di vita.

Il Cristo, nell’ultima cena indica questa via futura dell’uomo.

RIGUARDO L’EUCARESTIA

“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. VANGELO (Mc 14,12-16.22-26)


Noi sappiamo che con il mistero del Golghota il Cristo è diventato parte di ogni molecola solida (corpo) e liquida (sangue) della terra.

Ogni volta che ci si nutre, si compie di fatto, un “eucarestia”. Per questo motivo si prega: non solo per ringraziare di poter avere il cibo,ma primariamente perchè ci si dovrebbe ricordare del sacrificio di Cristo. “Fate questo in memoria di me”.

Non sono le “proteine” o le vitamine a nutritci: ma tali sostanze fisiche fungono da “recettori” per attrarre determinate correnti cosmiche. Ogni elemento fisico “richiama” una determinata forza da una posizione planetaria o stellare, la quale va a “nutrire” il corpo umano. Quindi una “transusustanzazione” della materia avviene in ogni processo del ricambio. Lo spirito “viene” a nutrire il corpo fisico. Si narra infatti di asceti che si nutrivano solo con ostie o liquidi. Di fatto per questi non importava il tipo di “sostanza” fisica, ma la loro sviluppata capacità di “richiamare” il “Pane dal cielo”: citato anche nel Vangelo.


Tiziano Bellucci

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