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Pensieri viventi: maggio 2024. Antroposofia

MEDITARE ELEVA ANCHE L'UMANITA'

 

Il discepolo, meditando non opera solo per la trasformazione di se stesso, non agisce solo su di sé: in modo indiretto aiuta anche la trasformazione degli altri uomini.

 

Nella meditazione, ha imparato a riconoscere e a trovare in ogni albero, fiore, animale, in ogni pietra, lo spirituale. Tramite innumerevoli esercizi di concentrazione si è sforzato ad arrivare a sentire la “vita” che opera in ogni forma della natura.

Quando egli fissa una pianta, trasferisce da dentro di sé una certa quantità e qualità di forze verso l’esterno, verso gli oggetti che contempla: “arricchisce”, dota e irrora di una forza nuova le cose, gli enti del mondo. Essi non sono più solo ripiene di forze di natura, ma divengono pregne di forza umana, ”potenziate” dallo sguardo e dall’attenzione umana.

 

 Il meditante immette un elemento umano, dentro le cose. Con il suo sguardo rafforzato “libera” dalla forma del vegetale l’essere che vive in essa, l’entità che è incantata nella pianta.

Questa azione o redenzione, dell’entità elementare abitante entro una data cosa avviene perchè esso si sente “riconosciuto” esistente dentro e dietro la forma dell’ente che abita.

Questa “scarcerazione” non è un fatto che riguardo solo il meditante e quell’essere disincantato: ne possono fruire anche altri. E’ di tutti.

Di fatto, la rosa, il cristallo, la pianta vengono “caricati” di energia iniziatica umana.

 Gli uomini che passeranno di lì, che verranno dopo a “guardare” quella pianta o quel cristallo, verranno toccati anche loro, arricchiti di quella forza umana che era stata “caricata”: essa agirà dentro di loro stessi, per trasformarli. Si può dire che chi guarda una cosa che è stata meditata da un esoterista, accresce in sé la sua profondità, la sua spiritualità umana.

 Più il meditante osserva il mondo e lo medita, più “diffonde” sulle cose la sua forza creativa.

E questa forza nuova si “aggiunge” alle forze della natura esistenti, le quali possono agire sugli altri uomini che entreranno in contatto con esse, trasformandoli, agevolando la loro evoluzione, la loro elevazione.

 Tiziano Bellucci


 

Ma perchè dovrei reincarnarmi, tornare sulla Terra?

I fenomeni, i cicli che si osservano in natura, riguardano anche l'essere umano.

 A primavera nasce il fiore, in estate il frutto: poi in autunno appassisce e il seme (era dentro al frutto) cade sottoterra in inverno, scomparendo.

La primavera successiva da quel seme nasce un nuovo fiore, il quale è provenuto dal fiore dell'anno precedente.

Anche lo spirito umano nasce bambino (primavera), matura (in estate) e genera frutti spirituali: talenti, capacità (frutti), per poi decadere e morire (inverno).

Quel seme spirituale, che era parte del suo frutto non scompare: crea una nuova esistenza, in una nuova primavera.

La differenza fra il fiore e l'uomo è che nel primo il seme è fisico, nell'uomo è invisibile, ma spirituale.

Tuttavia ciò che la natura compie "sottoterra", l'uomo lo compie nell'aldilà.

 La reincarnazione dello spirito del fiore riguarda anche l'uomo. Cosi come il fiore si ripresenta ad ogni nuova stagione, ogni uomo è figlio di una nuova primavera.

Riservato a chi non crede alla reincarnazione:

ma perchè dovrei tornare sulla terra?

Perchè esiste una legge ciclica, che accade in ogni specie vegetale e animale. Perchè non dovrebbe riguardare anche l'uomo?

La Natura sarebbe dunque "zoppa"?

Tiziano Bellucci


 

La mistificazione pubblicitaria della realtà 

“La pubblicità è l’anima del commercio”: l’anima dell’uomo e il consumismo.

 

L’umano non viene al mondo con “istruzioni per l’uso” riguardo cosa deve fare e che direzione deve prendere la sua vita.

Si considera “normale” che ovunque vi siano messaggi di propaganda pubblicitaria, dalla Tv al cellulare, ai cinema ai cartelloni stradali: inondare la coscienza di suggerimenti è un atto legittimo e naturale?

 

Si giustificano i canali televisivi e altri media perche “devono” necessariamente esporre messaggi pubblicitari per sostenersi. Si è arrivati così a considerare la pubblicità solo come “una fastidiosa interferenza” che si deve tollerare, perchè necessaria alla propaganda sui prodotti commerciali.

 

Ma vita umana è impostata solo su movimenti e operazioni di marketing, commercio? Importa solo il nutrimento, il vestirsi, gli accessori e la tecnologia?

 

La pubblicità toglie valore alla profondità della vita, impostando la vita umana come appartenente solo a logiche consumistiche, che provvedono solo al benessere fisico dell’utente.  

L’uomo ha bisogno di dare un senso alla sua vita e questo senso non può provenire da suggerimenti pubblicitari o economici. Anzi questi “consigli” sono utili solo alle ditte che “vendono” prodotti e servizi, per incrementare i loro profitti. 

Non si pubblicizza qualcosa per il bene dell’altro, ma per il bene di chi vende.

 

Il danno più grande è quando la pubblicità si “inframezza” a notizie di cronaca, ad evento tragici.

Proprio in questi casi si percepisce il cinismo e la mancanza di umanesimo da parte dei pubblicitari.

 

La pubblicità è capace di costruire situazioni idilliache e irreali che rischiano di diventare un modello a cui tendere. Essa ha un ruolo fondamentale nella comunicazione e nel processo di formazione dell’opinione pubblica. Viene presentato un insieme di stereotipi capace di inquinare la capacità di percezione della realtà della vita quotidiana, un modello verso cui inconsciamente si è spinti a tendere.

 

Se nel mondo si abolisse ogni forma pubblicitaria, la vita apparirebbe più umana, ripulita dalla superficialità, dall’apparenza e dalla continua manipolazione per conseguire profitti economici.

L’umano non è più in grado di comprendere che l’universo costruito dalla pubblicità è artefatto, non reale.

 

Il vero problema della pubblicità è che viene ignorata la sua azione occulta: le pubblicità vengono assimilate senza conoscere la natura dei loro effetti nella psiche umana. Esse, in modo ingannevole, penetrano e si annidano profondamente nel subconscio. Ciò che si legge, si ascolta, si assimila e si dimentica in fretta diventa una forza inconscia che non si manifesta subito -quindi non sembra dover essere preoccupante- ma creerà purtroppo in futuro un effetto.

La “pubblicità” diventa addirittura una "parte" costitutiva delle profondità remote dell'anima. Essa piano piano "diventa" quei consigli, assumendo e "diventando" noi stessi superficiali e poco veritieri tanto quanto è la natura stessa di quei stessi suggerimenti. Le notizie pubblicitarie "plasmano" nell'inconscio umano disposizioni alla superficialità e alla menzogna.

 

Il “male” non è quindi la televisione, lo smartphone, la tecnologia: è il flusso pubblicitario che inonda la coscienza umana che va a creare i danni peggiori. Agisce a livello subliminale, inconscio e questo equivale a ricevere un ipnosi continua, che trasforma e degrada l’essere umano ad un essere automatico, privo di sentimenti e di intuizioni. Un robot umano.

 

Tiziano Bellucci 


 

 

IL TRE

Una raffigurazione della sfera celeste in un dipinto del primo '500 intitolato "Allegoria Cristiana" di Jan Provost, esposto al Louvre.

Molto interessante

Si vedono tanti "attributi della Trinità: la donna è lo Spirito santo, con la colomba (suo simbolo) in braccio e lo scrigno colmo di beni, di conoscenza pura (Giglio) che dà pace (olivo).

L'uomo con la Spada è Cristo, con il simbolo dell'agnello.

L'occhio, il piano (Le Leggi) e le mani sono il Padre.

La Sfera è il cosmo, con dentro i pianeti: terra, Luna e Sole.


 

"NON SONO IO A PENSARE, MA QUALCUNO PENSA IN ME"

Attraverso la formazione esoterica il nostro pensiero diventa più sottile, più spirituale e più indipendente dal cervello. Guardate quanto importanti siano per i sentimenti umani i concetti di tempo e spazio. Eppure il tempo e lo spazio sono maya nel mondo spirituale.

Un discepolo della dottrina occulta nel mezzo della vita exoterica può avere improvvisamente la sensazione che non è lui che sta pensando in questo momento, ma che egli sta percependo un attività, simile ad una “tessitura” che avviene entro il suo corpo di pensiero. Avrà l’intensa sensazione: qualcosa sta pensando in me.

Questa tessitura e lavorazione dei pensieri è sempre presente nel nostro subconscio, ma possiamo venirne a conoscenza solo in momenti particolari. La sensazione che qualcosa di spirituale vuole pensare, sentire e volere in noi deve sempre aveer in noi un effetto risvegliante.

In qualsiasi momento libero nella vita quotidiana ci si può permeare di sé con il pensiero, “Esso mi pensa”, anche se è solo per pochi secondi: così come il pensare che si presenta in me come attività del mio proprio "io" è stato creato dai pensieri del mondo (entità spirituali) attraverso la loro attività di pensiero – così che anche il mio sentimento dell’ ego è di fatto, un pensiero che mi pensa.

R. Steiner 22nd September, 1912 | GA0266 ]

traduzione di T. Bellucci


 

L'INIZIAZIONE AI MISTERI PERSIANI DI MITRA

Un toro (il potere dell'eros) sui cui siede un giovane che dominandolo, gli conficca la spada nel fianco.

Un cane (la fiducia, la fede) vi salta accanto.

Sotto c’è un serpente disteso (la conoscenza).

E uno scorpione (il mistero della morte) sui testicoli del Toro (mistero della vita

I gradini iniziatici:

1. Il corvo. L’iniziando aveva la funzione di fare da ponte fra il mondo esterno e quello della scuola iniziatica. Lavorava per purificare il proprio pensare.

2. L’occulto. Si venivano a sapere verità che era proibito dire fuori perché sarebbero state pericolose. Si dedicava a purificare il proprio sentire.

3. Il guerriero. Essere disposti a lottare e difendere le verità qualora venissero aggredite dal mondo esterno. Lavorava per purificare la propria volontà.

4. Il leone. L’iniziando, purificandosi aveva superato i suoi personali intenti e brame a un punto tale da farsi rifugio per tutti coloro che appartenevano alla sua stirpe o tribù. Colloquiava con gli Arcangeli.

5. Il nome del popolo (Ebreo, Romano..) L’iniziato diventa veicolo delle forze magiche che operano in tutto un popolo, e perciò gli si dava il nome stesso del popolo. Si poteva rapportare con le forze della Luna o dei pianeti. Le Forze dello spirito Santo.

6. L’eroe solare. Qui abbiamo a che fare con tutti i popoli, non più con uno solo, perché il Sole è l’astro che illumina tutti i popoli. L’iniziato veniva chiamato eliodròmo, il corriere del Sole: era in grado dialogare con le forze del sistema solare. Le forze del Figlio.

7. Il Padre. Era un iniziato in grado di mettersi in rapporto con le forze dello Zodiaco.

Tiziano Bellucci

 

LA PERGAMENA ALCHEMICA di George Ripley, monaco agostiniano (1415-1490)

The Compound of Alchymy. O l'antica arte nascosta dell'alchimia: contenere i mezzi giusti e perfetti per realizzare la Pietra Filosofale, Aurum potabile, con altri eccellenti esperimenti. Diviso in dodici cancelli. Scritto per la prima volta dal dotto e raro filosofo della nostra nazione George Ripley.

Ripley fu uno dei primi a pubblicare le opere del famoso alchimista del XIII secolo, Raimondo Lullo.

 Dei suoi scritti, in duecento o più manoscritti: "Ripley adottò un approccio allegorico all'alchimia, e i suoi scritti più importanti sono il suo 'Composto dell'alchimia' in versi che descrive il processo alchemico come sottoposto a dodici fasi o 'Porte', e il suo emblematico 'Ripley Scrowle'".

 Il notevole Ripley Scroll è, in termini semplici, un manoscritto alchemico che mostra in crittogrammi pittorici la produzione della pietra filosofale (l'ingrediente sfuggente che produce oro incorruttibile da metalli minori; e/o l'elisir di lunga vita). 

L'interpretazione richiede di contemplare tutte le componenti visive e il modo in cui interagiscono tra loro in combinazione con gli elementi testuali. Potrebbe essere facile, ad esempio, identificare la figura in alto come un alchimista (forse Hermes Trismegisto) e un gruppo di simboli alchemici in tondi incatenati a un libro sacro e una variazione dell'iconica scena della caduta in disgrazia di Adamo ed Eva.

 E l'uccello di Hermes che si morde l'ala per farsi addomesticare, o un numero qualsiasi di altri emblemi visivi che hanno un possibile significato referenziale al di fuori del rotolo, ma è il ruolo che giocano nella criptica totalità dell'opera in cui si trovano. 


 

COSA E' L'AMORE?


Amore è volere la libertà dell’altro, volere con tutte le proprie forze che l’altro sia libero, che diventi libero.

Quando l’uomo diviene davvero libero qualsiasi cosa fa va bene, è bene.

Significa che si può fare tutto? Non ci sono limiti? Possiamo fare tutto?

Libero significa “libero dai sensi”, libero dai limiti che ci vengono imposti dalla natura del corpo e la natura esterna. Un individuo che si è “liberato” non può che fare il bene suo e quello degli altri, perché la sua liberazione presuppone che egli agisca seguendo la sua natura divina, la quale è buona, giusta, perfetta. Lo spirito umano è puro, santo, sacro e buono.

Il problema è che tale purezza è adombrata da interferenze, da controforze che alterano, sporcano la sua purezza. L’uomo non nasce libero. Per nascere libero dovrebbe non portarsi con sé le influenze luciferiche e arimaniche (peccato originale).


 

"Il tesoro nell’anima. L’io e il cibo degli Dèi"

Nei profondi sostrati dell’anima riposa un “tesoro.” Non fare deteriorare questo tesoro è il massimo dovere umano nei confronti dello spirito, delle forze Macrocosmiche.

Vi è qualcosa che gli Dèi posero in antico, nel nostro corpo, tratto dalla loro stessa sostanza. Rinunciarono ad una parte di loro, della loro “strappandola” dalla loro carne (pellicano) per riporlo entro la nostra anima.

Si tratta del nostro Spirito.

Essi inabissarono, occultando quel tesoro nelle nostre profondità: perché lo nascosero? Perchè fecero sprofondare e scomparire da noi, l’esperienza di essere portatori dello Spirito?

Perché noi potessimo farlo emergere, potessimo ritrovarlo da noi, portarlo a coscienza, tramite le forze della nostra libertà, in modo autonomo.

Conoscendo le verità esoteriche, non nutriamo solo la nostra curiosità, ma riconsegniamo agli Dèi il nobile patrimonio ereditario che essi ci diedero vivificandolo tramite il pensare umano, tramite la coscienza umana.

Permettere che lo Spirito sia “pensato”, capito e sperimentato da un essere umano è un fatto nuovo, assolutamente inedito. Nessuno nel cosmo può fare questa esperienza autocosciente: nessuno può avere coscienza diretta di cosa sia lo Spirito. Nessuno può dirsi “io”. Tutti possono solo dirsi “Dio”.

Poter “pensare” lo spirito con una anima umana significa produrre un nuovo tipo di nutrimento per il cosmo: significa dar da mangiare agli Dèi, il loro spirito “umanizzato

Tiziano Bellucci


 

Corrispondenze di causa-effetto fra i settenni

Ciò che viene vissuto tra il primo e il settimo anno di età ha i suoi esiti più importanti tra il cinquantaseiesimo e il sessantatreesimo,

ciò che avviene tra il settimo e il quattordicesimo si ripercuote in modo decisivo tra il quarantanovesimo e il cinquantaseiesimo,

e ciò che accade tra i quattordici e i ventuno anni dà i suoi effetti più specifici tra i quarantadue e i quarantanove, e così via.


 

AFORISMI di Maggio


La verità è un filo al quale sono attaccate molte perle. Ogni creatura è una perla della collana.


Nessuno sa niente, tutti suppongono. Socrate diceva: "più sò, più mi accorgo di non sapere".


Nel silenzio che separa opera il mistero che unisce.


"Non solo l’amore ma anche la lotta costruisce l’universo" (Eraclito)


"Chi non ride non è una persona seria" F. Chopin

Per sapere se per un uomo esista qualcosa dopo la morte, occorre sapere se quell'uomo sia stato qualcosa durante la vita.


Nulla al mondo è più difficile della franchezza e nulla è più facile dell’adulazione. (Fëdor Dostoevskij)


Si acquisisce forza non ad incassare e a patire, ma a superare gli ostacoli con fierezza e fermezza, con fiducia in se stessi.


Se potessimo confrontare la purezza del nostro corpo con l'impurità dell'anima, saremmo travolti da una vergogna di fuoco.


Non si vuole dipendere da nulla, pur avendo mille dipendenze: tuttavia piace credere di essere liberi.


Il veggente vede il Sole come il CUORE del sistema solare: scorge arterie spirituali che fanno circolare energia vitale ai Pianeti.


In campo esoterico hanno valore solo le comunicazioni fatte di "persona". Solo così si attivano i sensi spirituali nell'uomo.


 

COSA FA L’ANGELO NELLA NOSTRA ANIMA?


Nell’epoca in cui si vedono SOLO complotti, malvagità e maghi neri che vogliono dominare l'uomo, vorrei portare a conoscenza di un fatto che ci mostra come agiscano ANCHE forze positive, le quali sostengono e accompagnano l’uomo durante l’evoluzione terrestre.

"Ogni singolo Angelo che ha un compito in rapporto al singolo uomo, forma immagini nell’anima dell’uomo. Vengono in noi continuamente formate immagini. Sono immagini che sorgono e svaniscono. Se non venissero formate, non ci sarebbe nessuna evoluzione dell’uomo nel futuro verso il bene.

Dove si trova questo lavoro? Orbene, oggi come oggi lo si trova solo nell’uomo che dorme. Gli angeli ispirano all’uomo determinate immagini, mentre dorme.

Vi è una mèta finale dell’umanità verso cui siamo chiamati a svilupparci e gli Angeli la “anticipano” in noi sotto forma di immagini, e dalle immagini nascerà poi nella sua realtà l’umanità trasformata.

Viene data la predisposizione necessaria per la futura evoluzione dell’umanità.

Gli angeli in questo lavoro perseguono un ben preciso scopo riguardo la struttura futura del sociale nella vita umana sulla Terra.

E nel corpo astrale dell’uomo vogliono suscitare immagini tali da ispirare determinate condizioni sociali nella convivenza umana futura.

Che tipo di immagini sono?

1- Sono immagini in cui agisce il principio per cui in futuro nessun uomo potrà godersi in pace la felicità se altri accanto a lui sono infelici. Regna in ciò un certo impulso di assoluta fratellanza.

2- Ma c’è anche un secondo impulso dal cui punto di vista gli Angeli agiscono. Vale a dire:

 in futuro ogni uomo vedrà in ogni altro uomo un essere divino nascosto.

Smetteremo di considerare l’uomo come un animale superiore, si manifesterà qualcosa che viene dalle profondità divine del mondo, qualcosa che si esprime all’esterno per mezzo della carne e del sangue.

Tutta la libera religiosità che si svilupperà in futuro nell’umanità si baserà sul fatto che in ogni uomo verrà riconosciuta l’immagine e la somiglianza della divinità, e non solo in teoria, ma direttamente nella vita pratica.

Allora non ci potrà essere nessun obbligo religioso, perché l’incontro di ogni uomo con

ogni uomo sarà fi n dall’inizio un’azione religiosa, un «sacramento» vero e proprio.

 Questo perlomeno sta alla base degli impulsi del lavoro degli Angeli: effondere sugli uomini la piena libertà della vita religiosa.

3- E c’è anche una terza cosa a cui mirano: dare all’uomo la facoltà di giungere allo spirito attraverso il pensiero, di oltrepassare l’abisso grazie al pensiero e fare l’esperienza di ciò che è spirituale.

1 • fratellanza per i corpi,

2 • libertà religiosa per l’anima,

3 • Scienza dello spirituale per lo spirito.

A poco a poco gli uomini devono portare a coscienza quanto vi ho appena descritto. Ciò fa

parte dell’evoluzione umana.

Arriverà un momento che gli uomini non devono ignorare, in cui essi riceveranno un impulso stimolante dal mondo spirituale per mezzo del loro Angelo, impulso che ci porterà a provare per ogni essere umano un interesse molto più profondo di quello che tendiamo a provare oggi.

All’uomo verrà rivelato da parte spirituale un certo segreto… e cioè che cos’è l’altro uomo.

Tramite la loro anima cosciente, tramite il loro pensiero, gli uomini devono arrivare al punto di osservare come agiscono gli Angeli per preparare il futuro dell’umanità."

E cosa accadrebbe se l’uomo non volesse partecipare in piena coscienza a questo evento?

Il lavoro dell’Angelo dovrebbe in questo caso svolgersi non nell’anima dell’uomo (piano astrale), ma solo nel suo corpo eterico e fisico, cioè mentre dorme. E questo darebbe la possibilità anche ad altre entità di lavorare creando situazioni che invece ostacolano la realizzazione di questo evento.

Qualora ciò avvenisse, miei cari amici, si verificherebbe inevitabilmente nell’umanità un triplice

fenomeno.

Certi istinti relativi alla vita sessuale e al sesso si manifesterebbero in modo dannoso e distruttivo. Se dovesse subentrare il pericolo di cui ho parlato, significa che certi Angeli subiscano un determinato cambiamento. (Il fare “decadere” l’angelo custode?)

Istinti che non comporterebbero semplicemente dei traviamenti, ma che influirebbero sulla vita sociale, che genererebbero strutture nella vita sociale che indurrebbero gli uomini, per via di ciò che entrerebbe nel sangue a causa della vita sessuale ( genetica, clonazione, AIDS?) , a non sviluppare la fratellanza sulla Terra, ma a ribellarsi sempre più contro la fratellanza. E ciò avverrebbe per istinto.

Che cosa diranno gli scienziati quando si manifesteranno questi istinti? Diranno: «Fa parte del

determinismo di natura. Doveva succedere, fa parte dell’evoluzione umana!»

Gli uomini potrebbero diventare dei mezzi diavoli a causa dei loro istinti sessuali.

La seconda cosa è che da questo lavoro che provoca dei cambiamenti negli Angeli deriva un’altra cosa per l’umanità: la conoscenza istintiva di determinati medicamenti, ma una conoscenza dannosa di certi medicamenti. Tutto ciò che ha a che fare con la medicina sperimenterà un enorme incremento in senso materialistico. Si avranno delle intuizioni istintive riguardo alle virtù terapeutiche di certe sostanze, di certi esperimenti e processi6, provocando enormi danni (vaccini, chemioterapia?).

Ma il peggio è che ciò che è dannoso verrà definito utile, e ciò che è malato verrà chiamato sano.

In base a criteri del tutto egoistici (multinazionali) si potrà fare in modo di provocare o meno delle malattie.

Il terzo fenomeno che si verifi cherà sarà che si conosceranno certe energie che possono far scatenare

nel mondo ingenti forze meccaniche servendosi di dispositivi molto semplici – grazie all’armonizzazione di determinate vibrazioni. In questo modo si conseguirà una conoscenza istintiva che permette una certa gestione spirituale di tutto ciò che è meccanizzato (internet, energia atomica, telefonia), e tutta la tecnica porterà a un’immane devastazione.

Ma all’egoismo degli uomini questa desolazione sarà quanto mai gradita e utile.

Una concezione non spirituale della vita, se mai dovesse instaurarsi, non si renderebbe conto, non

vedrebbe il sorgere di:

• una terribile perversione degli istinti sessuali,

• una medicina dannosa per l’uomo,

• il terribile ingranaggio di un meccanismo mondiale, nello sfruttamento delle forze della natura da parte dello spirito.

Rielaborazione di Tiziano Bellucci  

(invito a leggere l'intera conferenza)

Rudolf Steiner, Was tut der Engel im unserem Astralleib?

da O.O. 182


 

"Tre mondi, tre sonni, tre coscienze"


Quando si è desti, si hanno tre stati: si pensa, si sente e si vuole. Quando “si dorme” è lo stesso, si hanno tre stati, tre tipi di sonno: Immaginazione, ispirazione e intuizione

1- Il vivere consapevoli il primo tipo di sonno (immaginazione) fa apparire la nostra biografia come un grande quadro: contempliamo con uno sguardo d’insieme ogni evento accaduto e un po’ anche di ciò che deve avvenire. Lo stato immaginativo mostre le Forze formative del mondo, i pensieri cosmici, o esseri del mondo elementare.

2- Il destarsi nel secondo tipo di sonno (ispirazione) fa apparire l’esperienza di ciò che abbiamo vissuto nella vita prenatale, nel mondo spirituale, prima di incarnarci. Lo stato ispirativo mostra l’agire, l’intenzione attiva degli esseri della terza gerarchia.

3- L’essere desti nel terzo tipo di sonno (intuizione) si vive il proprio destino, il proprio karma, le vite passate precedenti. Lo stato intuitivo mostra l’essenza interiore degli esseri della terza gerarchia.

Sintesi a cura di T. Bellucci, tratto da R. Steiner, O.O. 211

 

QUANDO NON TROVI LE RISPOSTE


Tu sei così giovane,

così al di qua di ogni inizio,

e io ti vorrei pregare quanto posso

di aver pazienza

verso quanto non è ancora risolto nel tuo cuore,

e tentare di avere care le domande stesse

come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera.

Non cercare ora risposte

che non possono venirti date

perché non le potresti vivere.

E di questo si tratta: di vivere tutto.

Vivi ora le domande.

Forse ti avvicinerai così,

a poco a poco, senza avvertirlo,

a vivere un giorno lontano,

la risposta.

Rainer Maria Rilke

(Lettere ad un giovane poeta)

 

16 In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore (Giovanni 13)

Tento un commento di questo passo molto strano e apparentemente ambiguo.

 Per insegnare a qualcuno a suonare si deve essere “maestri di musica”. Insegnare significa comunicare in modo semplice e comprensibile, il proprio sapere e la propria tecnica in modo che l’allievo possa apprendere nel modo migliore. Ciò comporta un “rallentamento” nei movimenti tecnici e nelle parole, ponendosi allo stesso livello di colui che apprende. Si deve quindi “scendere” ad un livello inferiore, come di dilettante, di incapace, compiendo gesti e pensieri elementari, da principiante.

Potrebbe sentirsi “svalorizzato” un musicista che sente questo. Non sarebbe un maestro, ma un'altra cosa.

 Si deve essere capaci di “essere a disposizione”, di offrirsi in servizio all’allievo interpretando il suo carattere e le sue capacità: questo è un “essere servo” all’altro affinchè anche lui, possa un giorno, diventare maestro.

Parafrasando il versetto di Giovanni: “un allievo non è certo superiore al suo maestro; ma deve essere il maestro a fare il primo gesto verso l’allievo, deve farsi servo, se vuole che l’allievo diventi capace di essere maestro”.

In modo occulto il versetto dice: l’unico modo vero per diventare capaci di comandare è imparare a servire. Ossia: solo se si impara prima ad ubbidire, si può un giorno essere capaci di comandare.

 Se qualcuno di autorevole (una guida, un maestro, un capo) mi dà degli ordini, io devo eseguire i suoi comandi.

Solo così posso imparare a diventare un Signore.

Il versetto “il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato” indica quindi che la chiave di svolta per diventare i dominatori, i Signori di se stessi è sottomettere la parte egoica, corporea. Solo così affiorerà il proprio Signore.

"Se non sono capace di ubbidire, non sarò mai capace di comandare."

Tiziano Bellucci


 

ESERCIZI ESOTERICI


A volte accade che un uomo che inizia un training esoterico si delude in fretta e dice: "credevo che gli effetti degli esercizi esoterici fossero più incisivi, energici ed efficaci."

In realtà è 'l'uomo che non è abbastanza energico - non gli esercizi.

Non è che gli esercizi non hanno alcun effetto - è l'uomo che non li rende efficaci in se stesso.

Una parola magica per il discepolo è la pazienza. Basta guardare il sole; immaginare come lo spirito del sole fa sorgere il sole, giorno dopo giorno, che lo ha già fatto per lungo tempo e lo farà per molto tempo, per portare la terra verso il suo obiettivo. Si dovrebbe pensare a questa pazienza, e quindi non si dovrebbe credere che un esercizio è inefficace solo perché non ha avuto alcun effetto dopo 3-5 anni.

R. Steiner

Kassel, 6 Febbraio 1910

 





IMPARARE A DEDICARSI MOMENTI DI OSSERVAZIONE INTERIORE

L’uomo viene sulla Terra con il dovere e il compito di affermarsi.

Uno scopo che è insieme un problema.

Tutta la sofferenza umana si basa sul fatto che l’uomo desidera un riconoscimento dal mondo. Il “riconoscimento” è legittimo: un diritto di ”individuazione”. Ma questo “riconoscimento” non deve pretenderlo fuori, dagli uomini o dal mondo, ma deve richiederlo alla parte divina che vive in lui.

L’ostentazione di credersi “speciale”, unico, inviolabile e insostituibile è consentita, ma su un altro piano. Sul livello spirituale.

Egli è veramente raro e “esclusivo” perché reca in sè un essere divino.

Il dilemma è che crede e pretende “speciale” qualcosa che in lui non lo è: la sua anima egoistica.

Molti sanno che nell’uomo vive una parte egoica animale e una parte sovra individuale divina. La prima è simile alla brama di vivere della bestia, la seconda assomiglia al fluire della vita del mondo vegetale.

L’uomo deve imparare a dire io alla vita che scorre in lui, non alla brama di affermazione che si agita nel suo sangue.

Deve semplicemente vivere come fa la pianta, crescere e innalzarsi verso l’alto.

 La pianta non si preoccupa di cosa dice il mondo, né teme di poter venire diminuita o ignorata. Cresce, si innalza verso il cielo, con un'unica convinzione: arrivare a toccare le nuvole, le stelle.

Perché lo scopo dell’uomo è duplice: accorgersi di essere divino, per creare un contatto e collaborare attivamente con gli esseri che vivono nelle stelle, nei pianeti. Da cui è provenuto: il mondo divino.

Questo lo libererebbe da tutti i falsi obiettivi che lo animano ogni giorno, e che lo portano anche ad una vita penosa, senza speranza. Si tratta quindi a tutta prima, per brevi momenti durante la vita, di cominciare a dedicarsi dei momenti in cui in sé stessi, ci si rivolge al proprio nucleo interiore, per sviluppare la rara capacità di “passione pura” per la vita e il mondo.

Tiziano Bellucci


 

Melancholia raffigura tre bambini nudi che, con l'aiuto di bastoni, cercano di far rotolare una grande palla attraverso il cerchio. Una donna alata, assorta, affetta una canna, forse con l'intenzione di realizzare un altro cerchio. È la personificazione della malinconia , simile al genio alato dell'omonima incisione di Albrecht Dürer , eseguita 18 anni prima del dipinto di Lucas Cranach.

Secondo gli ideali del Rinascimento , il mondo intero era basato su analogie. Quindi, la malinconia a quel tempo era associata a Saturno, un cane, alla falegnameria. Molti dettagli del quadro fanno riferimento a queste analogie: il salto delle streghe in una nuvola nera e un esercito in cui i soldati cadono da cavallo.

 

Canto degli spiriti sulle acque

"Simile all'acqua

è l'anima dell'uomo.

Viene dal cielo,

risale al cielo,

di nuovo scendere

deve alla terra,

in perpetua vicenda.

Il getto limpido

sgorga dall'arduo

precipite dirupo;

sul sasso liscio

si frange in belle

nuvole di pulviscolo;

ondeggia accolto

in dolce grembo,

tra veli e murmuri,

al basso va scorrendo.

Scogli si drizzano

contro il suo émpito;

egli spumeggia iroso

di gradino in gradino

verso l'abisso.

Indi per lento letto

di prati volgesi,

e fa specchio di lago,

dove il lor viso

miran tutte le stelle.

Ma dolce amante

dell'onda è il vento;

e talvolta dal fondo

flutti spumanti suscita.

O anima dell'uomo,

come all'acqua somigli!

O destino dell'uomo

come somigli al vento!

J. W. Goethe


 

DORMIRE, SOGNARE, FORSE MORIRE?


Caratteristica tipica dei sogni è l’elemento drammatico, in cui si partecipa in modo entusiasmico, gioioso, passionale, pauroso o tragico.

E’ importante l’analisi della natura della drammaticità del sogno. Le immagini oniriche sono tratte a prestito dalla vita sensibile: ma sono solo una veste, simboli.

Se si fosse capaci di rimanere nel sentimento drammatico che sentiamo nel sogno, senza produrre immagini oniriche, si aprirebbe quella che è la visione immaginativa.

Le immagini del sogno si formano quando l’anima rientra o esce dal corpo eterico. Si ha coscienza di stare sognando solo quando si ha l’esperienza di rientrare o uscire dal corpo eterico.

Per chi ha la coscienza immaginativa non gli appaiono immagini di sogno: egli vive la natura reale delle forze che nel sogno di “rivestono” di simboli sensibili. Si trova in un mondo in cui non si dorme, ma si è svegli nello stato di sogno.

Quando ci si addormenta, ci si immerge nel mondo spirituale: questo causa una perdita di coscienza. Uscendo dal corpo fisico e immergendosi nello spirituale, causa la perdita della coscienza. Rientrare nel corpo equivale a mettere “i piedi” sulla terraferma.

Il mondo spirituale è fatto di pensieri viventi. Sono gli stesi pensieri che leggiamo in “scienza occulta”. Sono pensieri che lavorando nel mondo, creativi. Esseri elementari fatti di pensiero. E quando vi si penetra, smorzano la coscienza: il contatto con la vita del vero pensare ci sommerge, e non possiamo sostenerlo.

Pensieri antroposofici a cura di Tiziano Bellucci


 

CRISTO NON E' UNA RELIGIONE


A volte le parole "Gesù" e "Cristo" sono parole scomode, parole che possono produrre un effetto non buono: possono evocare atmosfere ecclesiastiche, medievali, ascetiche, anacronistiche.


Questo si basa sul fatto che molti individui credono che "religione" sia "la chiesa" e i suoi rappresentanti.


Il cristianesimo non è una chiesa, non è una religione, ma un fatto: l’annunciazione di un “evento” che può accadere in ogni essere umano, entro ogni popolo e razza


Esso è una “fase” dell’essere spirituale dell’uomo, una meta finale.


Ogni uomo può accorgersi di trovare in sé un'elemento legato al sole, divino, e in esso arrivare ad identificarsi, per agire cosi in un modo solare, etico e universale.


Il “cristiano” è colui che sa di essere portatore di una capacità divina e tramite essa è capace di amare l’altro come suo fratello. Ecco cosa è l’essenza del cristianesimo.


Provare tenerezza, compassione per l'altro uomo.


La cosa migliore è prendere visione dei documenti esoterici, i quali possono far luce su questo aspetto.





incontri ON LINE: OLTRE I CONFINI DEL REALE

 

Al di là delle frontiere della fede e della scienza, 4 incontri su Zoom -Lunedi 6-13-20-27 maggio 2024 ore 20.30 A cura di Tiziano Bellucci

(gli incontri saranno registrati, quindi visionabili anche in differita)

lunedì 6 maggio MACROCOSMO E MICROCOSMO

lunedì 13 maggio MERAVIGLIE DEL CREATO

lunedì 20 maggio RISPOSTE AD ENIGMI DELLA VITA

lunedì 27 maggio UNIVERSO, TERRA, UOMO

(per il programma, vedi dettagli sotto)

Costo per i quattro incontri: 39 euro


 

in presenza a Bologna:


 


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