Oltre la Soglia dell’esistenza

Aggiornamento: 25 ago

"La vita dell’uomo dopo la morte, nell’aldilà secondo al Scienza dello Spirito Europea”

percorso che si terrà ON LINE su zoom

in 4 incontri 4 venerdi dalle 20.30 alle 22

Venerdi 14 e 28 ottobre e 11 e 25 novembre

Costo 40 euro per 4 incontri


"Chi ha attraversato la soglia della morte è da intendere come un uomo che è partito per un paese lontano, verso il quale siamo momentaneamente impossibilitati a raggiungere; potremo raggiungerlo solo in seguito in quel medesimo luogo."


L’uomo non ha sempre avuto la stessa esperienza, lo stesso timore della morte. Più si indietreggia verso civiltà remote, più si ritrova che in quegli individui vi era una sensazione del morire, dell’esperienza della morte differente.

Ai tempi dell’antica india (7000 A.C.) l’individuo distingueva se stesso dal suo corpo: sapeva che “morire” era abbandonare l’involucro che lo avevo “vestito” durante l’esistenza terrena.

Era evidente che la morte era un “cambio” di involucro, un mutamento di condizione di esistenza. Per l’indiano la morte era ritornare nel luogo da dove si era provenuti, prima della nascita nel corpo fisico: si sapeva che prima di nascere si era venuti e si era vissuti nella sfera del Sole, e si ritornava dal Dio del Sole, per riprendere a vivere un esistenza solare.

Questa sensazione di disidentificazione, di sdoppiamento fra sé stessi e il corpo mutò con il tempo. Man mano che l’uomo visse sulla terra dal mondo spirituale si fece in modo che il legame fra l’uomo e il cielo divenisse sempre più oscuro, sempre più subconscio.

Questo dovette accadere, per dare la possibilità all’uomo di essere libero. Se egli non si fosse immedesimato nel corpo, come è accaduto, sino a perdere la coscienza della sua prenatalità e preesistenza terrestre, non avrebbe raggiunto un autocoscienza libera.

L’uomo poteva diventare libero solo oscurandosi per lui il ricordo della vita preterrena, abbandonandosi a ciò che le percezioni del corpo gli consegnavano, come stato della realtà.

L’io, brillò e risplendette sempre in lui, ma le tenebre corporea man mano giunsero a nascondergli la presenza del suo io. Questo io potè svilupparsi solo inserendosi completamente nel corpo fisico.

Se fosse continuato così, l’uomo avrebbe però dimenticato completamente le sue origini spirituali e sarebbe divenuto un essere solo materiale. Accade che il Cristo, o Essere del Sole venne sulla terra per riportare agli uomini la coscienza dell’io, per ricordare loro che essi hanno un io.



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Punti di sintesi INCONTRI ON LINE IL venerdi dalle 20.30 alle 22

Venerdi 14 e 28 ottobre e 11 e 25 novembre

1° incontro: inferno, ENTRARE NELLA REGIONE DEL FUOCO o delle brame ardenti

- LA VITA DOPO LA MORTE secondo le varie concezioni mondiali: India, Persia, Egitto, Grecia, nel medioevo europeo • La divina commedia di Dante Alighieri – Panoramica mondi danteschi • Le 2 SOGLIE: entrare da dentro o da fuori nel M. Spirituale • I 4 modi per leggere la Commedia: letterale, allegorico, morale, iniziatico • Si vive una volta sola? La reincarnazione e l’iniziazione in una vita – L’INFERNO: è dentro di noi (nel corpo astrale inferiore) – L’esaltazione egocentrica (libertinismo) e il materialismo (odio per lo spirito) – le tre bestie – l’incontro con Virgilio (il Maestro, la ragione superiore) – LASCIARE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTATE: – Topografia dell’Inferno: la voragine scavata al centro della terra: i gironi – gli scopi di LUCIFERO E ARIMANE: i due diavoli. Abbagliare e oscurare – la caduta da Enoc e dal Corano (Lucifero nato dal fuoco e Adamo dal fango) – “tenere la luce per se, anche vivere nella luce di Dio” – la caduta dell’uomo nella materia e il distacco dalla “matrice” – Incarnazione di Lucifero (Cina) e Arimane (America) – L’INTERNO DELLA TERRA: connessione fra Moralità e forze telluriche, atmosferiche (forze del metabolismo) – L’ottava sfera quale preparazione dell’inferno del futuro. – L’inferno è la possibilità (durante la vita terrestre) di redimere Arimane tramite la creazione della fraternità e il perdono nel mondo. – il Purgatorio è la possibilità di redimere Lucifero purificando se stessi (dall’interno di sé)

2° incontro: purgatorio, ENTRARE NELLA REGIONE DELL’ACQUA o della purificazione – Il defunto e l’iniziato, abbandonando il corpo, abbandonano la regione degli “inferi” (la Terra non fraternizzata) – Il purgatorio: redimere Lucifero purificando se stessi – Prima di Cristo, la vita dopo la morte era piu passiva. Egli discese a portare luce della coscienza entro la vita del disincarnato nel post mortem – il sonno e la morte: l’uovo e il pulcino – il quadro mnemonico: la vita che scorre al contrario – i 3 giorni dopo la morte: srotolamento delle forze eteriche e fisiche del corpo – le forze dei corpi fisico ed eterico, diventano il mondo dell’aldilà – Kamaloca o regione del “disabituarsi dalle consuetudini terrestri. – la coscienza dopo la morte e nell’iniziazione – Purgare: le tre liberazioni o disassuefazioni: da desideri, ideali e sentimenti religiosi – lo sperimentare il proprio corpo astrale – Purgatorio: inventario e bilancio delle esperienze notturne terrestri – il tempo che diventa spazio: osservazione e sperimentazione delle proprie azioni terrene. Memoria e chiaroveggenza – si prova dolore causato ad altri, perché solo allora si capisce che si è UNO con tutti – ci si espande e ci si ingrandisce, al punto di compenetrare la terra intera: si è uno – ci si sente diminuiti, inferiori e involuti, a causa del male prodotto – la solitudine e l’esclusione dagli altri – L’acuto dolore provato durante, si imprimerà su un atomo seme del corpo astrale, in modo incancellabile emergendo nella prossima vita come “voce della coscienza” – Il Senso del perdonare: “donare” forze di progresso all’altro. La speranza. chi perdona rafforza l’altro, lo promuove, lo aiuta a ripristinare quelle forze che gli erano state sottratte dall’azione malvagia stessa – comparsa della tendenza karmica e il desiderio assoluto di incontrare di nuovo l’altro nella vita successiva per ripagare tutto il male con il bene – nel kamaloca cambia anche la nostra forma spirituale; essa assume una conformazione particolare a seconda di ciò che proviamo: non si puo nascondere nulla – Alla fine del kamaloca si è già stabilito in quali condizioni si vuole entrare nella prossima vita, ossia come ci si intende incontrare con le varie persone per pareggiare le diverse azioni. – abbandono cadavere astrale: solo il Sé spirituale ascende oltre – chi non ebbe grandi attaccamenti alle brame incontrerà le anime umane nella regione lunare – chi ebbe rispetto etico e morale per il prossimo incontrerà le anime di Mercurio – chi ebbe devozione per il divino incontrerà anime su Venere

3° incontro: paradiso, ENTRARE NELLA REGIONE DELL’ARIA o della beatitudine

– Il PARADISO o mondo divino – l’incontro con il proprio io – Nella 1° regione reincontriamo genitori e i parenti; coloro che ci hanno permesso tramite i geni ereditari, il sangue, di incarnarci in un dato popolo, in una particolare famiglia: da loro abbiamo tratto lo strumento corporeo che ci sosteneva sulla Terra. Veniamo a sapere che il mondo fisico non ci apparteneva, neppure il nostro corpo: ci fu dato dagli esseri che dimorano qui: gli archetipi generatori di forme fisiche. Nella 2° regione incontreremo uomini venerati o religiosi con qui avemmo a che fare; qui si assapora un’atmosfera di comunità: tutte le cose sprigionano un sentimento di fratellanza e di devozione. Conosciamo gli archetipi generatori della vita. Nella 3° regione ritroveremo gli uomini con cui ci ritrovammo idealmente e moralmente. Comincia a parlare lo Spirito: si respira un’atmosfera pura e cristallina, carica di Spiritualità vivente. Conosciamo gli archetipi generatori del sentimento. Nella 4° regione, arriviamo in un mondo dove vengono attinte tutte le idee, le invenzioni, le intuizioni che aiutano l’umanità a procedere, tramite l’applicazione di queste. E’ un mondo di creatività vivente.

La vita e la collaborazione con le gerarchie spirituali

- La preparazione del nuovo corpo dopo la mezzanotte cosmica

- La discesa verso una nuova incarnazione

4° incontro ENTRARE NELLA REGIONE DELLA TERRA: Come trasformare la morte in resurrezione

— COME ATTUARE LA COMUNICAZIONI CON I DEFUNTI senza medianità

-pratiche interiori per farsi percepire dal defunto

– La comunicazione con i defunti porgendo domande all’addormentamento e ricevendo risposte al risveglio – leggere ai defunti

Gli uomini devono qui sulla Terra conquistarsi sempre di più rappresentazioni sulla vita dopo la morte per essere in grado di ricordarsene dopo la morte, onde portare con sé qualche cosa al di là delle porte dell’aldilà. I pensieri che noi ci formiamo qui sui mondi spirituali sono un nutrimento per i defunti e per una delle forze più importanti che rimangono dopo la morte: la forza del pensare.


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